Ascesa e caduta di una stella: lo scandalo di P. Diddy

Lo scandalo di P.Diddy ha sconvolto il mondo intero, gettando delle ombre inquietanti su Hollywood, che ora come ora non si presenta più come realtà privilegiata e patinata, bensì intrisa di malvagità e corruzione. Tutto il giro di denaro e di potere su cui si regge sta per crollare a causa di questo scandalo?

Una breve introduzione al personaggio di Diddy…

Sean Combs, conosciuto con il nome d’arte Puff Daddy, è un grande rapper e magnate nell’industria della musica americana.

Diddy ebbe un’infanzia difficile: suo padre era uno spacciatore e socio di un mafioso statunitense, e per questo motivo morì quando Sean era solo un bambino; sua madre invece lavorò sempre duramente per mantenere la famiglia.

Il suo soprannome ha origine da una sua abitudine da piccolo: sbuffava sempre, e da questa azione il termine puff; mentre Daddy è un riferimento al suo essere un playboy.

La sua carriera iniziò nel 1990, dopo aver abbandonato l’università ed essere stato assunto nella casa discografica Uptown Records di New York, dalla quale venne poi licenziato nel 1993. Successivamente fondò quindi una sua etichetta discografica, la Bad Boy Music, prendendo sotto contratto Notorious B.I.G.

La sua fama aumentò negli anni Novanta, durante la faida tra East Coast e West Coast. Questi attriti erano non solo di tipo verbale, ma anche fisico, e riguardavano gli artisti dediti al genere dell’hip-hop; si concluse con le morti di Tupac Shakur e Notorious B.I.G. 

Pubblicò il suo primo singolo, Can’t Nobody Hold Me Down, nel 1996: riscosse un enorme successo e il suo album di debutto, No Way Out, fu nominato in cinque categorie dei Grammy. Anche il suo secondo album, Forever, attirò una grande attenzione. 

L’ultimo album che pubblicò sotto contratto è The Saga Continues…, in cui si firmò per la prima volta con il suo nome d’arte: P.Diddy

Sean Combs si sposò nel 1994 con la modella e attrice Kimberly Porter, con la quale ebbe diversi figli. Al termine della loro relazione, durata 13 anni, la donna si dedicò alla scrittura di un libro autobiografico, incentrato sulla natura tossica del loro rapporto e sulle violenze che aveva subito. 

Ella morì però di polmonite lobare e furono quindi i suoi amici a pubblicare la sua biografia.

Si sono sviluppate varie teorie del complotto intorno alla figura di Kimberly: alcune persone sono convinte del fatto che la morte della ex moglie sia stata orchestrata per metterla a tacere, altri affermano che il libro sia falso e creato ad hoc per ingigantire lo scandalo già in corso.

Lo scandalo e le accuse

La mattina del 16 settembre scorso, Combs è stato arrestato al Park Hyatt Hotel nella Grande Mela dalle forze dell’ordine locali.

Il cantante è stato accusato di molteplici reati, come traffico sessuale e di droga, violenza su minori, rapimento e sfruttamento della prostituzione.

Mentre Combs è rinchiuso in un carcere di Brooklyn, con il rischio di rimanerci per i prossimi quindici anni, il numero di testimonianze contro di lui è arrivato a superare di gran lunga il centinaio. 

Ma chi è che ha avuto il coraggio di rompere questa barriera di omertà? 

Il suo nome è Cassie, nome d’arte di Cassandra Ventura: ex-compagna dell’artista, è grazie a lei se la procura federale ha avuto la possibilità di iniziare le indagini.

Tutti i crimini sopracitati si combinano andando nei cosiddetti freaks offs o white parties, festini organizzati da Combs prestando attenzione ai minimi dettagli, basati sulle più sfrenate attività sessuali immaginabili e nei quali la droga circola tra i partecipanti come acqua.

La vip list

Come si è capito, il punto focale dello scandalo è proprio P-Diddy, ma a circondarlo vi sono molte altre celebrità hollywoodiane, che si trovano nel limbo tra innocenza e colpevolezza, facendo tremare l’intera industria musicale.

Tra le numerose figure di spicco possiamo individuare, al vertice della piramide, Beyoncé e il marito Jay-Z, coppia che è sempre stata in ottimi rapporti con l’artista incriminato, che avrebbero partecipato assiduamente ai freaks offs, insieme ad una lista comprendente più di novanta nominativi, tra cui un giovane Leonardo Dicaprio, Jennifer Lopez, le sorelle Kardashian, Lewis Hamilton, Serena Williams, Zendaya, Cardi B, Shakira, David Beckham e la moglie Victoria.

Tale elenco di nomi ha tuttavia subito diverse modifiche da fonti non completamente affidabili, nel tentativo di spostare l’attenzione anche su altre personalità, estranee alla vicenda: tra loro, per esempio, la celebre popstar Taylor Swift, nonostante non abbia niente a che fare con lo scandalo.

Inoltre, grazie alla preziosa testimonianza di Tom Swoope, un ex insider dell’industria musicale, bisogna precisare che non tutte le celebrità elencate erano a conoscenza di ciò che accadeva nei festini, in quanto a ciascuno erano concessi livelli diversi di accesso all’interno della residenza: pertanto non è ancora possibile stabilire con assoluta certezza chi potesse accedere alle aree maggiormente riservate ed essere quindi a conoscenza del lato più oscuro dei white parties.

Il processo

In data 9 ottobre, dopo settimane passate dietro le sbarre, Sean Combs è tornato in tribunale a New York per discutere delle varie accuse a suo carico e decidere la data ufficiale per l’inizio del processo. Il rapper si è dichiarato non colpevole, ma è obbligato a rimanere in carcere, essendogli stata negata più volte l’uscita con cauzione, nonostante la sua offerta di pagare 50 milioni di dollari e concedere varie garanzie.

La prima udienza è stata fissata per il prossimo 5 maggio, data significativa per lo star system americano, in quanto lo stesso giorno si terrà il prestigiosissimo Met Gala, organizzato ogni anno in occasione dell’apertura della mostra del Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York. Coloro che solitamente ricevono l’invito includono tutti i possibili partecipanti ai white parties del rapper.

Ovviamente è ancora difficile stabilire l’esatta durata del processo, ma la procuratrice Emily Johnson stima un periodo di circa tre settimane. 

Ulteriori dettagli verranno rilasciati il prossimo 18 dicembre, data della prossima apparizione di Sean in tribunale.

Justin Bieber

Un altro degli artisti che pare essere coinvolto nello scandalo, nel ruolo di vittima, è un ragazzo che ha conosciuto Puff Daddy nel pieno della propria adolescenza: Justin Bieber. 

Egli infatti orbita intorno al nome del produttore Sean Combs sin da quando aveva 15 anni e proprio per questo scandalo di recente hanno ripreso a girare un paio di video dell’epoca: il primo, risalente al 2009, è intitolato 48 ore con P. Diddy e fu girato proprio dal cantante, oramai 30enne.

Nella descrizione riporta: “Vi ho detto che ho prodotto una canzone per Diddy, volevo mostrargliela e avete attirato la sua attenzione. I migliori fan del mondo. Questo fine settimana ho trascorso 48 ore con Diddy e mi sono divertito un bel po’. Grazie per la macchina Puff… haha” nel file sono infatti presenti le scene di Sean Combs che promette una Lamborghini al piccolo Justin non appena avrà raggiunto i suoi 16 anni. 

A prima vista non sembra contenere nulla di inquietante, quando però, nel momento in cui il video giunge al termine, Puff Daddy conclude dicendo: “Non posso dirvi quello che faremo, ma vi garantisco che è il sogno di qualsiasi 15enne”, specialmente adesso con le pesanti accuse sollevate proprio su di lui, le riprese assumono un tono sicuramente più cupo e lugubre.

 Justin e P.Diddy nel video incriminato

Questo però, non è l’unico video che ha esercitato pressione sulla figura mediatica di Justin, il quale infatti pare essersi reso protagonista di un altro filmato, risalente stavolta al 2011, dove il produttore Sean, quasi scherzosamente, gli rammenta di essere a conoscenza di non poter rivelare le cose che essi svolgevano insieme e questa frase, esattamente come la precedente, ad oggi conserva una sfumatura particolarmente oscura.

Adesso, secondo le interviste che molti fedeli amici di Justin hanno rilasciato a vari giornali inglesi, egli sta vivendo un momento particolarmente negativo: a detta di uno in particolare, il cantante “è tormentato dai fantasmi del suo passato” e, sempre secondo lui, “gli è stato consigliato di allontanarsi quanto più possibile dal caso”.

Non sono in effetti i video gli unici fattori che rimandano al passato di Justin collegandolo al suo ex mentore: è infatti presente una teoria nata piuttosto di recente, che lega una delle sue canzoni più famose, vale a dire Yummy, al caso in cui sono ormai coinvolte la maggior parte delle celebrità hollywoodiane.

Si vocifera che Justin, nel video musicale di questa canzone, abbia tentato di raccontare gli abusi subiti negli anni trascorsi all’interno dell’industria musicale. Questo videoclip sembra di primo acchito semplicemente molto colorato e stravagante, ma analizzato con più attenzione dà l’impressione di contenere alcuni elementi chiave del passato straziante dell’artista. 

Frame dal videoclip di Yummy

Bieber viene ripreso mentre cena con figure apparentemente ricche e potenti, che molti hanno identificato con i pilastri dell’industria musicale hollywoodiana, che, almeno secondo i sostenitori di questa teoria, avrebbero abusato degli artisti alle prime armi, esattamente come lo era lui. Un’altra ipotesi, anche se molto più azzardata e inverosimile, è quella che la ciliegia marcia presente all’interno del panino di Justin nel video sia un simbolo della sua infanzia, che si è evidentemente consumata e degradata prima del tempo.

La situazione ricreata nelle riprese di Yummy parrebbe per lo più somigliare ai party di Diddy diventati famosi in tutto il mondo, durante i quali accadevano cose disturbanti ed inquietanti lontane dall’occhio attento del pubblico. Un altro dei dettagli rilevanti, probabilmente uno fra i più angoscianti, è che al concludersi del videoclip si vede l’immagine di un giovane Justin ricalcata su un piatto servito come pietanza finale, quasi a simboleggiare che la vera vittima di quegli eventi fossero proprio gli artisti giovani e indifesi come lui.

Il frame del piatto dal videoclip di Yummy

I possibili messaggi che Justin voleva comunicare non sono però esauriti, secondo molti infatti, il titolo della canzone rimanda facilmente alla pronuncia inglese delle parole “Young Me” e, percorrendo questo filo logico, è possibile ritrovare nella canzone un significato diverso: “You got the young me” – ”Hai/Avete ottenuto il me giovane”, che riconosce come Justin si sia sentito portare via l’infanzia, con tutto quel che aveva di puro e innocente.

Non è solo dietro le quinte che si è svolto l’ipotetico abuso subito da Justin Bieber, ci sono infatti diversi episodi ripresi e trasmessi dai canali TV americani in cui egli appare inconsapevole di certe allusioni, trattato come un oggetto da conduttori e personaggi televisivi, che proprio in questo periodo hanno iniziato a essere divulgate, mettendo in cattiva luce la già molto criticata industria televisiva americana.

Justin ha certamente sofferto di depressione, è stato lui stesso a confermarlo rispondendo ad alcune domande dei giornalisti. 

In aggiunta a tutto questo, durante un’intervista, si è dimostrato volenteroso di proteggere Billie Eilish, una giovane cantante proprio come lo era lui; per citarlo: ”È stato difficile per me essere così giovane e lavorare nell’industria musicale senza sapere a chi chiedere aiuto”, dice in lacrime, “Non voglio che lei passi quello che ho passato io, non lo augurerei a nessuno. Se mai avesse bisogno, le basta solo una chiamata”.

A confermare le teorie ancora incerte presenti sul video di Yummy, c’è però un dettaglio che per alcuni pare decisivo: Justin, durante le riprese, si è accasciato a terra in preda ad un attacco di panico. Su internet girano video e foto, che lo ritraggono in lacrime, insieme a sua moglie Hailey che tenta di rincuorarlo. L’attacco sembra non avere apparenti cause scatenanti e, in effetti, la rievocazione dei ricordi che ha vissuto da adolescente, potrebbe costituirne una valida.

Hailey Bieber che conforta Justin durante le riprese del videoclip di Yummy

Le teorie del complotto

Le Destiny’s Child, il gruppo di cui faceva parte Beyoncé (in foto con il vestito rosa)

Secondo alcune voci, sotto la lussuosa villa di P. Diddy si svilupperebbe un immenso complesso di tunnel, usato per far entrare di nascosto i VIP che non volevano essere ripresi dalle numerose telecamere della casa di Diddy, oppure per il traffico di esseri umani. Queste teorie rimangono tali, poiché non c’è nessuna prova che attesti l’esistenza di questi passaggi segreti; l’unica certezza che abbiamo è la presenza di una grotta sotterranea utilizzata come piscina.

Beyoncé, Jay-z, Kanye West, P.Diddy e le sorelle Kardashian

Come visto in precedenza, sono state diffuse molte liste di personaggi coinvolti, ma spesso questi ultimi sono innocenti poiché molti di essi sono stati citati con lo scopo di aggiungere benzina al fuoco e attirare views, inserendo nomi di celebrità casuali. Sapremo solo nel corso del processo ufficiale a P. Diddy quali vip sono davvero coinvolti e chi si è ritrovato nel caos senza colpe. 

Immagine modificata che mostra Sean Combs con Kamala Harris

Tra le vittime delle voci infondate c’è anche Kamala Harris, ex vicepresidente di Joe Biden e, fino a poco fa, candidata al ruolo di presidentessa degli Stati Uniti d’America. Non sono state diffuse delle semplici voci false, bensì delle foto ritoccate che insinuano un rapporto di amicizia tra la donna e Combs, pubblicate su X. Una persona, in risposta, ha voluto postare alcune foto vere che ritraggono Combs, Trump, e a volte anche la first lady Melania Trump, insieme.

Beyoncé

Una delle celebrità su cui girano più teorie complottiste è sicuramente Beyoncé.

Beyoncé Giselle Knowles (ora Carter) è una delle cantanti più celebri dell’industria americana, con milioni di copie vendute e ben 32 Grammy Awards e 88 candidature. Insieme al marito Jay Z, e al loro amico stretto Puff Daddy, non è difficile credere che questi ultimi controllino l’intera industria musicale grazie alla loro fama, il loro potere e la loro disponibilità economica.

Proprio per queste ragioni, Beyoncé è stata al centro di varie teorie e pettegolezzi e accusata addirittura dell’omicidio di alcune cantanti che le erano di intralcio.

Tutto parte da alcune clip che mostrano la premiazione di varie artiste donne ai Grammy Awards, le quali ringraziano e lodano quasi eccessivamente la popolare cantante, con affermazioni come ‘non mi merito questo premio, dovrebbe riceverlo Beyoncé’ o ‘sei l’artista della nostra vita, Beyoncé!’.

Un esempio è Adele alla vittoria del Grammy Award per il miglior album dell’anno alla 59esima edizione; anche Beyoncé era candidata per questa categoria. Dopo l’annuncio del nome di Adele, quest’ultima ha dedicato una buona metà del suo discorso di ringraziamento all’artista, esaltando le sue qualità di cantante e produttrice musicale. Adele afferma di essere onorata, ma in realtà “l’artista della sua vita” è Beyoncé e tesse le lodi dell’album di quest’ultima, affermando che tutti gli artisti del settore la adorano. Infine, per sottolineare ulteriormente la sua devozione, spezza in due parti il premio, dichiarando che uno dei due pezzi va a Beyoncé e il suo album Lemonade.

Alcuni, rivedendo il video ora, affermano che Adele non fosse emozionata per quella vittoria, bensì spaventata, poiché probabilmente temeva per la sua vita se non avesse citato e ringraziato Beyoncé.

Lizzo, quando riceve il premio durante la 65esima edizione dei Grammy, ringrazia anche lei Beyoncé, affermando che quest’ultima ha cambiato la sua vita e che la sua musica le è di ispirazione e la fa sentire incredibilmente bene.

Se da una parte molti si sono fatti trascinare da queste teorie complottiste, altre persone affermano che semplicemente Beyoncé  è una grande artista e per questo si è guadagnata il rispetto di molti nell’industria di Hollywood.

Queste teorie sono spesso legate ad altre speculazioni, che la vogliono come mandante di alcune morti di personaggi famosi. 

Aaliyah era una cantante americana che aveva riscosso un notevole successo con i suoi tre album pubblicati; aveva venduto milioni di copie ed era stata etichettata come Princess of R&B e Queen of Urban Pop, venendo riconosciuta a livello internazionale per il suo grande talento. La donna sembrava all’apice della sua carriera quando, a soli 22 anni, ebbe un incidente in aereo che portò alla sua morte. 

Il 26 agosto del 2001, Aaliyah e alcuni membri del suo staff, dopo aver terminato la registrazione del video musicale Rock The Boat alle Bahamas, decidono di partire in anticipo per tornare in Florida. Si imbarcheranno su un piccolo aereo, ma questo viaggio purtroppo finirà in tragedia: l’aereo si schianterà, prenderà fuoco e diverse persone perderanno la vita, tra cui l’artista stessa.

Le indagini hanno affermato che l’incidente fosse stato causato da una scarsa manutenzione del velivolo, dal fatto che il pilota possedesse una falsa licenza di volo e da tracce di alcool e cocaina ritrovate nel suo organismo dopo l’autopsia.

Secondo alcuni complottisti, invece, Beyoncé, insieme a P.Diddy e Jay-Z, avrebbe messo in atto un piano per eliminare Aaliyah, poiché invidiosa del suo successo. Grazie alla sua forte influenza, era riuscita a far manomettere l’aereo, rendendolo pericoloso. 

Un’altra morte sospetta è quella di Lisa Lops, conosciuta in arte come Left Eye. Questa cantante è morta all’età di 30 anni a causa di un incidente automobilistico: la sua auto si è ribaltata più volte dopo aver colpito un albero, causando la sua istantanea morte per frattura alla base del cranio. Nonostante sia solo un incidente, molte persone suppongono che ancora una volta possa esserci dietro Beyoncé. 

Only bad thing about a star is they burn up

Rest in peace to Aaliyah

Rest in peace to Left Eye

Michael Jackson I’ll see ya

Just as soon as I die

Eminem

Le teorie create dalle canzoni di altri artisti

Le speculazioni e le teorie del complotto aumentano, per colpa della gente alla continua ricerca di scandalo e gossip, tuttavia non tutto ciò che si dice è falso, o almeno non del tutto. 

Alcune di queste voci riguardano, oltre le persone che erano in combutta con Diddy, anche diverse canzoni di artisti famosi che fanno riferimento al torbido vissuto di Sean Combs. 

La più celebre, uscita qualche mese fa e che ha subito riscosso molto successo sui social, è Fuel di Eminem ft. JID, in cui il rapper, attraverso un ingegnoso gioco di parole, denuncia i crimini di Combs, definendolo uno stupratore e assassino.

Marshall Bruce Mathers III, meglio conosciuto come Eminem

Do not test like an essay (Why?)

‘Cause like where my homies out west stay (Yeah)

We can just say (What?)

I’m like an R-A-P-E-R (Yeah)

Got so many S-As (S-As), S-As ( (Huh)

Wait, he didn’t just spell the word “rapper” and leave out a P, did he?(P,diddy) (Yep)

R.I.P., rest in peace, Biggie

And Pac, both of y’all should be living (Yep)

But I ain’t tryna beef with him (Nope)

Non è la prima volta che Eminem condivide la sua opinione sul rapper di Harlem, dato che  nel singolo Kill shot, scritto in risposta a Machine Gunn Kelly, aveva additato Diddy come assassino di Tupac; proprio questa canzone ha alimentato le voci su un possibile coinvolgimento di Diddy negli omicidi dello stesso Tupac e poi anche di Biggie, argomento di cui è stato discusso moltissimo, visto che lo stesso The Notorious  B.I.G, come abbiamo detto anche prima, era un cantante della casa discografica di Combs.

But Kells, the day you put out a hit’s the day Diddy admits

That he put the hit out that got Pac killed, ah

Fra le notizie che sono uscite riguardo a Puff Daddy, e i suoi coinvolgimenti negli omicidi di varie celebrity, uno dei più clamorosi è quello del caso di Michael Jackson e soprattutto della canzone Somebody’s watching me, brano del 1983 di Rockwell, in cui il re del pop anni 80, insieme al fratello presta la voce nel ritornello.

Michael Joseph Jackson, icona del pop statunitense

I always feel like somebody’s watching me

And I have no privacy (oh, oh)

I always feel like somebody’s watching me

Who’s playing tricks on me?

Questa canzone sta provocando molto scalpore proprio dopo le accuse fatte a Diddy e le voci di un certo tunnel che si dice passasse proprio sotto la casa di Jackson,cosa subito poi smentita, alimentate dalla parte di canzone più iconica, il ritornello, proprio cantato dal re del pop, in cui dice ”Qualcuno mi sta guardando”, collegandolo proprio alle voci sui passaggi segreti. 

Questa canzone ha dato origine a una teoria che collega Puff Daddy alla morte di Michael Jackson, cosa quasi certamente infondata.

Jermaine Lamarr Cole alias J.Cole, considerato uno dei migliori artisti Hip Hop di sempre

Su Tik Tok o anche su altri social media, in quasi tutti i video o i post inerenti a Diddy e al suo scandalo una delle canzoni che compare più menzionata è “She knows”  letteralmente “lei sa”, di J.Cole, Cults e Amber Coffman. Molte persone collegano questa canzone del 2013 a Diddy per la parte in cui  nomina le morti di Left Eyes, Aaliyah e Michael Jackson dicendo poi “she knows”, in cui molti hanno riconosciuto lo stesso suono del nome “Giselle Knowles”, secondo nome e cognome di Beyoncé prima di sposarsi. Però cosa c’entrano Diddy e la cantante americana  con la morte di queste tre celebrity?

Come dicevamo, nel caso di Left Eye, morta il 25 aprile 2002 in un incidente stradale, molti pensano che lei stesse andando proprio da degli amici di Diddy e da Clives Davis, suo compagno di allora, grande amico di Puff. Invece, per quanto riguarda Aaliyah, morta il 25 agosto 2001 nell’incidente aereo, Diddy era stato l’unico produttore a firmarla dopo lo scandalo del matrimonio a 15 anni con R.Kelly. Infine il collegamento tra Jackson, morto il 25  giugno 2009, e Diddy appare più vago rispetto ai primi due, ma si dice che forse furono proprio dei compagni di Diddy a portare alla rovina l’artista americano.

Più che altro, sono due inquietanti coincidenze a scatenare le illazioni:

  • sono tutti morti il giorno 25
  • tutti avevano partecipato ai party di Combs
Aaliyah (sopra) e Left Eye (sotto)

Only bad thing about a star is they burn up

Rest in peace to Aaliyah

Rest in peace to Left Eye

Michael Jackson I’ll see ya

Just as soon as I die

She knows

Articolo di Valentina Houjeiri, Anna Dai, Serena Zhang, Carlotta La Rocca, Gabriele Martini.

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