DIVERSI MA UGUALI: perché non dovremmo criticare le persone per lo stile?

Quante volte ci è capitato di aver assistito a episodi di esclusione, discriminazione accompagnati da insulti e commenti sgradevoli per come ci si veste, come ci si atteggia o le nostre passioni? E alcuni di noi li hanno vissuti in prima persona! 

Lo stile è l’insieme delle caratteristiche che rendono unico il modo di esprimersi o di fare qualcosa di ciascuno. Siamo tutti diversi e dobbiamo imparare ad accettare questa diversità, e nella diversità includere tutti. Cos’è che invece ci porta ad escludere chi percepiamo come diverso?

Tenendo conto di ciò che abbiamo vissuto noi in prima persona, ci sembra che le persone che si atteggiano con arie di superiorità permettendosi di fare commenti negativi e giudicanti sono tutte uguali: danno l’impressione di essere plasmate, con interessi e mentalità comuni,  seguono le tendenze e ritengono che tutto ciò che non è convenzionale e “cool” è “strano” e “da sfigati”. 

Ciò che porta le persone ad escludere è probabilmente la paura della diversità, perché lo stile alternativo rompe le abitudini e i modelli a cui siamo abituati, ma probabilmente anche l’invidia, perché lo stile forte e sicuro di chi ha il coraggio di essere se stesso mette in luce l’insicurezza degli altri e il conformismo sociale, dato che la società tende a premiare chi si adatta e a penalizzare chi si distingue troppo. 

Per quelli a cui l’argomento non è molto familiare o che comunque non hanno percepito ciò di cui vogliamo parlare, vi proponiamo la descrizione senza tabù di alcuni stili, tra cui i più comuni e spesso anche i più giudicati.

Emo

Partiamo dagli emo, tra i più giudicati in assoluto. Spesso, e lo diciamo perché è una cosa ricorrente nella nostra vita quotidiana, “emo” è un termine di cui si fa un uso dispregiativo. Lo stile emo nasce da un genere musicale degli anni ‘80 chiamato ”emotional hardcore”. Negli anni 2000 esplode nel mainstream con band come My Chemical Romance, Fall Out Boy, Paramore, Dashboard Confessional e Taking Back Sunday. Le caratteristiche di questo stile sono i vestiti scuri, acconciature che coprono gli occhi e con ciocche colorate, trucco marcato. Spesso sono ritenuti depressi, sempre tristi, ma ciò che li caratterizza è proprio la sensibilità e la riflessione.

Y2K

Lo stile Y2K, ovvero anni 2000, affonda le sue radici tra il 1998 e il 2005, con l’avvento di internet e l’imporsi della visione del mondo dei teenager: colorato, metallico e kitsch. Troviamo esempi espliciti e tradizionali di Y2k in film come Mean Girls, Bratz e anche Matrix, che forniva un’interpretazione della realtà futuristica e cyber-realistica. Questo stile è caratterizzato dai famosi jeans a vita bassa, colori vivaci, top corti, tute in velour e occhiali da sole. Brand come Diesel, Von Dutch, Juicy Couture e Baby Phat dominavano la scena. Gli artisti caratteristici sono quelli pop, come Britney Spears, Christina Aguilera, Gwen Stefani e Jennifer Lopez. Oggi è tornato di moda grazie a social come TikTok e, pur essendo diventato più minimal, rimane comunque uno degli stili più celebrati tra i ragazzi.

Grunge

Passiamo poi allo stile “grunge”, che nasce negli Stati Uniti negli anni ‘80. È sia uno stile sia un genere musicale, molto noto per band come Nirvana, Pearl Jam, Alice in Chains e Soundgarden (tutte molto consigliate, date loro una chance!). I ragazzi e le ragazze che si identificano con questa estetica indossano vestiti semplici, spesso di seconda mano e larghi,  sneakers (preferibilmente Converse) o stivali, hanno un aspetto volutamente trasandato o che in generale vuole comunicare che la perfezione non è un loro interesse. Molte riviste di moda hanno provato a rendere questo stile “ufficiale”, ma molti musicisti hanno disprezzato l’operazione proprio perché il grunge è nato come anti-moda. È stato un mezzo fondamentale di protesta, di ribellione, una voce contro la pressione sociale e la superficialità.

Ethereal

Lo stile ethereal è uno degli stili più poetici e sognanti di tutti. Tutto ciò che è ethereal è leggero, surreale, celestiale ed è un mood sognante, mistico e delicato. Si ispira alla mitologia e all’arte pre raffaellita, alle figure di donne angeliche e fiabesche. I colori sono principalmente neutri o pastello, con il bianco come protagonista. Vestiti con tulle esagerato, chiffon, seta e pizzo con silhouette fluide e tessuti fluttuanti sono lo standard. La musica affinata sono artisti come Aurora, Beach House e Enya. Il make-up è di solito luminoso. Il background delle foto hanno sfondi naturali e luce esagerata.  L’ethereal è un’estetica che trasforma il corpo in un sogno visivo, morbido, luminoso e fuori dal tempo.

Scene

Lo stile scene nasce tra il 2005 e il 2006 sull’applicazione MySpace, un social network su cui si potevano condividere foto, video, musica e tanto altro. È un mix di emo, punk, rave, cyber e pop, ma con un’estetica molto più colorata, eccentrica e ironica. Musicalmente lo stile scene è legato a band e artisti come Blood on the Dance Floor, Mindless Self Indulgence, 3OH!3, Ashnikko. Esteticamente lo stile è caratterizzato da capelli cotonati, voluminosi e colorati con tinte vivaci e contrastanti, t-shirt o felpe con stampe di cuori, teschi carini, fulmini, arcobaleni, make up marcato e esagerato. Nei selfie fanno espressioni esagerate, linguacce e smorfie. Negli anni 2020, lo stile scene è tornato sottoforma di “scene revival” o “neo-scene”, grazie a TikTok e al nostalgia-core.

Gyaru

Lo stile Gyaru (ギャル) è una sottocultura femminile nata in Giappone alla fine degli anni ‘80. Sfidava i canoni estetici e i comportamenti tradizionalisti, proclamando la libertà femminile e un modo di vivere spensierato ma consapevole. Ha molti sottostili, ma è tipicamente caratterizzato da vestiti audaci come minigonne, tacchi alti e pattern vivaci, ispirato al look delle ragazze di Shibuya e Shinjuku. I capelli sono tipicamente voluminosi, arricciati e biondi o di colori vivaci. Pelle abbronzata, occhi grandi con ciglia finte, molto eyeliner e illuminante e le labbra lucide per ricercare l’effetto kawaii (carino). Essere Gyaru consiste anche in una mentalità orientata a vivere il presente e divertirsi, essere consumiste e rumorose. Nella musica è amato molto il J-pop, artisti come Ayumi Hamasaki, Kumi Koda e Namie Amuro, e la musica da club notturni, come eurobeat e dance.

Bohemian

Lo stile Bohemian è caratterizzato dall’ideale della libertà, estetica e artistica. Il termine bohémien nasce nel XIX secolo in Francia per indicare artisti e intellettuali che vivevano ai margini della società.  La Bohème, si evolve di secolo in secolo, diventando simbolo di anticonformismo e libertà. La svolta arriva negli anni 60-70, con l’avvento della cultura hippie. Quando si parla di Bohemian si intende quindi uno stile caratterizzato da stampe floreali, materiali naturali e colori caldi. Tuttavia, essendo uno stile basato sulla libertà, non c’è rigidità nelle forme e nei colori. C’è un grande mix di culture, tra ispirazioni africane, sudamericane e orientali. Gli accessori sono abbondanti: gioielli, foulard, sciarpe e cappelli. Il genere musicale favorito è l’indie pop/rock, il folk anni ‘60, la world music e lo psichedelico. Per esempio autori come Florence + The Machine, i The Doors, i Fleet Foxes e, più recentemente, i Tame Impala.

Metalhead

Lo stile metalhead nasce tra gli anni ‘60 e i ‘70 dall’omonimo genere musicale. Lo stile varia molto a seconda dei sottogeneri, di cui è difficile dare un numero preciso, ma includendoli tutti se ne possono contare fino a un centinaio. Nonostante le differenze siano molte, hanno dei tratti comuni, come il modo di vestire: sono caratterizzati dall’abbigliamento riconoscibile, con magliette con grafiche di band, pantaloni larghi, giacche di pelle, borchiature, oggetti in metallo e altri accessori, tutto accompagnato da colori scuri, specialmente il nero. Questo stile riflette l’autenticità, una ribellione contro l’ipocrisia e il conformismo e un grande senso di comunità, infatti ai concerti spesso ci si sente come in famiglia. E adesso infatti parliamo della musica metal, perché è la colonna portante di questo stile. Vi citerò alcuni gruppi musicali su gusto personale, ma, essendo la community di questo stile molto “elitista”, spero di non scatenare l’ira di nessuno. Io vi consiglio i Deftones, gli Iron Maiden, i Rage Against The Machine, i Godsmack, i Dream Theater e gli Opeth. Ascoltatele!!

Streetwear

Lo stile streetwear è, come dice il nome, quello della “strada”, non solo nel modo di vestirsi, ma anche di vivere, della musica che ascolti e delle esperienze che vivi. Nasce tra gli anni 70 e gli anni 80 tra le strade delle grandi città, come New York, Los Angeles e Tokyo. Rappresenta l’autenticità, il rifiuto delle regole rigide della moda tradizionale ed è legato all’idea di community tra giovani che si aggregano per via delle loro passioni condivise in fatto di musica, arte moda e skate. Infatti lo stile streetwear è altamente influenzato dalla skate & surf culture, dall’hip-hop newyorkese, dalla moda giapponese anni 90 e dal DIY, la capacità di tagliuzzare e inventare. È caratterizzato da cappelli, logomania, ovvero loghi giganti in bella vista, e layering e c’è una decisa dimensione collezionistica, legata ai capi che vengono prodotti in poco numero e diventano per questo famosi e ricercati. La musica più ascoltata nell’ambiente streetwear è l’hip-hop, il rap, il punk e l’R&B. Oggi rappresenta un ponte tra cultura giovanile, lusso e arte visiva, mantenendo però il suo spirito libero e anticonvenzionale.

Goth
Il goth è una sottocultura nata dal post-punk tra gli anni 70 e 80. Questo stile è caratterizzato da un interesse per la malinconia, il mistero e l’oscurità, è una celebrazione della bellezza più tenebrosa. Coloro che si ispirano a questo stile portano tanto make up, con “full faces” di fondotinta bianco, eyeliner marcato, rossetto nero o rosso profondo e capelli tinti in colori scuri. Indossano abiti di velluto, pizzo o pelle, corsetti, gonne lunghe e accessori come croci, choker e piercing. I colori caratterizzanti sono il nero, il rosso scuro e il viola. Ci si ispira al romanticismo, ad atmosfere medievali e chiaramente al gotico. La musica gotica è malinconica, profonda e cupa; tra le band che incarnano musicalmente questo stile abbiamo Bauhaus, Siouxsie and the Banshees, The Cure, Joy Division, She Past Away, Type of Negative, Clan of Xymox, Depeche Mode. Anche se non siete appassionati/e a questo genere, provate qualche band, ne vale la pena!!

Punk

Il punk è una sottocultura musicale e sociale nata a metà degli anni ’70 tra Londra e New York, come ribellione contro il sistema, la musica commerciale e il conformismo. La musica è cruda, veloce e diretta, con band iconiche come Sex Pistols, Ramones, The Clash. Dà origine a sottogeneri come hardcore punk, pop punk, post-punk, anarcho-punk. Gli indumenti tipici dei punk sono giacche di pelle con denim e borchie, jeans strappati, stivali. Nel dare forma al look britannico è stata sicuramente di grandissima importanza la stilista Vivienne Westwood, riconosciuta per aver creato abiti provocatori e per essere stata rappresentante della ribellione contro la politica attraverso il linguaggio della moda. In sintesi, il punk è più di un genere musicale: è un modo di pensare e vivere controcorrente, fondato su libertà, autodeterminazione e rifiuto delle regole.

Lolita

Lo stile Lolita è molto particolare e non si vede spesso in giro. È uno stile elegante, romantico e fiabesco. All’origine c’è l’idea di proteggere la propria individualità con un look “da bambola”, quasi teatrale. Nasce in Giappone, tuttavia è ispirata alla moda settecentesca e ottocentesca, all’estetica del Rococò e vittoriana. Il modo di vestire è caratterizzato da gonne ampie a campana con molti strati, pizzo, balze, merletti e un miriade di accessori come fiocchi, cappellini e cerchietti. Nasce tra gli anni 70 e 80 come reazione giovanile alle norme sociali rigide giapponesi, negli anni 90 nascono le prime sottocategorie e grazie a brand come BABY, The Stars Shine Bright e Angelique Pretty lo stile si consolida. Proclama l’autonomia estetica – ovvero vestirsi per se stessi, non per gli altri -, la creatività e l’eleganza. Le Lolita ascoltano generi diversi rispetto alla loro sottocategoria di appartenenza: le Goth Lolita, interpretazione più dark del genere, ascoltano musica dall’atmosfera gotica e teatrale come il Visual Kei; tra le Lolita classiche va di moda la musica da camera e neoclassica come Vivaldi e Bach oppure anche il J-pop (Perfume, Momoiro Clover Z) e l’indie dream pop (Aurora, Daughter).

E quindi, con questi focus su vari stili, che speriamo abbiate apprezzato, vi abbiamo introdotto alle caratteristiche estetiche e alle idee corrispondenti e al modo in cui si esprimono. Ciò non significa che a un certo stile corrispondano per forza idee politiche, religiose o culturali precise, infatti due persone che condividono lo stile possono avere idee completamente diverse, questo specialmente se lo stile non viene adottato come forma di protesta o di espressione personale, ma solo per assecondare una moda o il gusto personale.

Già abbiamo parlato di una comune tendenza che porta le persone a giudicare, ad escludere, ma perché non è giusto farlo?

Prima di tutto, lo stile è un’espressione personale, non un valore morale. Questo principio viene espresso perfettamente dalla frase “non si giudica dall’apparenza”: infatti uno stile, per quanto possa essere diverso da quello ritenuto “normale”, non riflette il carattere della persona. Anzi, proprio perché queste persone scelgono uno stile alternativo, c’è più probabilità che siano maggiormente empatiche e disposte a includere tutti.

Inoltre, in una comunità, diversi modi di esprimersi creano un ambiente più creativo e aperto, mentre escludere chi è diverso riduce la possibilità di crescita e di confronto. 

Infine, possiamo dire che le norme sociali cambiano continuamente, quindi ciò che è ritenuto “strano” oggi potrebbe diventare comune domani e ritorcersi contro chi giudica.

Detto questo, vi invitiamo a includere ed a ammirare coloro che si differenziano e non hanno paura della diversità e del confronto.

E voi? Vi rivedete in qualcuno di questi stili o conoscete qualcuno che si esprime attraverso essi?

Silvia Storace e Sara Banchelli

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