Il 5 ottobre si è tenuta la giornata Apprendimento Digitale, ideata appositamente dall’ AID (Associazione Italiana Dislessia) per riflettere su come aiutare attraverso la tecnologia i ragazzi con disturbi dell’apprendimento.
La giornata ha avuto luogo presso il Prisma Lab, in via Filzi a Prato. La partecipazione è stata numerosa. Tante scuole diverse hanno ideato progetti e li hanno esposti coinvolgendo in diverse attività un vasto numero di visitatori, dagli adulti ai bambini.
Esperti come psicologi, pediatri e docenti hanno illustrato come è possibile migliorare l’apprendimento attraverso varie strategie e metodologie. Durante le conferenze è emerso come sempre più spesso molti ragazzi hanno problemi di apprendimento e questo può creare in loro sfiducia e rifiuto verso la comprensione di concetti, dovuta prima di tutto ad una scarsa autostima.
Per ovviare a questo disagio ci sono piccole accortezze che possono aiutare: dividere il lavoro in step e organizzarlo indicando i giusti tempi di esecuzione e dare un’importanza maggiore alla fluenza che all’accuratezza del linguaggio; procedure, del resto, difficili da seguire anche per chi non soffre di questa tipologia di disturbi. Aspetti come la personalizzazione dell’apprendimento e l’insegnamento di un metodo di studio ai ragazzi sono spesso sottovalutate o date per scontate.
Anche i genitori possono aiutare in questo processo, dando ai loro figli istruzioni per la vita di tutti i giorni ben separate, invece di creare confusione elencando una serie di indicazioni sparse. Il tempo dato ai figli per svolgere i compiti richiesti, inoltre, dovrebbe essere adeguato a quanto richiesto.
Purtroppo, sempre più spesso, i ragazzi devono far fronte a libri di testo troppo complessi e ricchi di informazioni, difficili da decodificare anche a causa della scarsezza di immagini e schemi più intuitivi.
Sostenendo i bambini e i ragazzi nel loro percorso non solo di comprensione di un testo o di un esercizio, ma di una vera e propria crescita, si può arrivare a ottimi risultati. Spesso ottime competenze e conoscenze non sono accompagnate da una corretta organizzazione, un po’ come “ottimi ingredienti non ben combinati”, come sintetizzato da uno dei relatori che abbiamo potuto ascoltare.
Alla fine di questa giornata noi studenti siamo tornati a casa con qualcosa in più: la consapevolezza di non essere sbagliati se non capiamo, ma di aver bisogno semplicemente di un approccio e un’organizzazione diversi. Questa giornata non ha affrontato un problema che hanno solo alcuni ragazzi, ma ha descritto un po’ tutti noi. Del resto, tutti ci troviamo quotidianamente nelle nostre difficoltà, ma, se troveremo la giusta chiave, riusciremo ad aprire tutte le porte della comprensione e della conoscenza. Tutto ciò però sarà possibile solo quando la sensibilizzazione intorno a questa tematica sarà ampia e capillare, perché purtroppo ci sono ancora tante, troppe persone che considerano le persone con disturbi dell’apprendimento incapaci.
L’importante è quindi capire il nostro potenziale e trovare con l’aiuto di diversi mezzi il modo di esprimerlo al meglio.
Erisa Lazri