Oggi incontriamo la prof.ssa Beatrice da Vela, insegnante di latino, italiano e geostoria all’istituto Livi ed è anche una scrittrice di tanti libri interessanti e romanzi storici, soprattutto sulla rivoluzione francese!

1. Cosa l’ha spinta a scegliere questa professione?
Non avevo intenzione di fare l’insegnante, però dopo la laurea sono andata in Inghilterra e ho insegnato all’università. Ho scoperto che mi piace fare ricerca e insegnare; soprattutto voglio trasmettere la mia passione agli altri.
2. Aveva in programma di diventare insegnante?
No, però mi sono resa conto che parlare delle cose che mi interessano mi piace e incuriosire altre persone dà molto senso alle mie passioni, così ho iniziato a insegnare all’estero e poi in Italia, quando sono tornata.
3. Quando era studentessa quali erano le sue materie preferite?
Ho fatto il liceo classico, ma mi piacciono tutte le materie tranne scienze motorie.
4. Ci racconti di una gita divertente fatta con gli studenti.
Mi piace molto andare in gita con gli studenti perché è un’occasione per conoscerli meglio. Ho due gite che mi sono piaciute molto. Una è stata quando, mentre ancora non ero di ruolo, ho portato gli studenti a Mauthausen per una ricerca sulla storia, avevamo un pullman molto piccolo e stretto. Un’altra è con la prof.ssa Paris, quando abbiamo portato una classe a me molto cara in Normandia, che è bellissima. E poi abbiamo visitato Parigi in un giorno, è stato divertente.
5. Ci racconta com’è nata la sua passione per la scrittura?
Già da quando ero bambina. Da piccola non avevo tante amiche, non ho neanche un fratello o una sorella, quindi immaginavo tante storie nella mia testa, un po’ come dei film, e quando ho imparato a scrivere, ho iniziato a scrivere le storie che pensavo sul mio quaderno. Quando avevo la vostra età ho smesso di scrivere perché pensavo che fosse inutile, ma al giorno d’oggi ancora scrivo libri.
6. Prova sensi di colpa a mettere brutti voti agli studenti?
Sì, mi dispiace perché lo sento come un fallimento.
7. Ci sono dei momenti in cui si sente giudicata dai suoi studenti?
Sì, è naturale che le è gli studenti giudichino chi hanno di fronte. Però quando entro in classe ho paura. Voglio accendere la passione negli studenti. Sono fortunata perché ho avuto tanti insegnanti davvero bravi: vorrei poter dare ai miei studenti quello che loro hanno dato a me.
8. Chi sono i suoi autori preferiti?
Ne ho tantissimi. Oltre agli autori classici francesi, molti autori italiani come Pasolini, l’autore israeliano David Grossman e anche Hilary Mantel. Amo anche molto gli horror, come quelli di Anne Rice.
9. Sappiamo che è una scrittrice, ci racconti un po’ dei suoi libri
Scrivo romanzi storici perché la storia è la mia più grande passione, per la fantasia che si può intrecciare nel racconto. Il libro a cui sono più legata è Nocturnales, che parla della rivoluzione francese. La mia passione per la rivoluzione francese è cominciata quando avevo sei o sette anni. Anche all’esame di maturità, ho portato la rivoluzione francese. E cerco sempre di dare più spazio alle femmine, mi piace anche cercare le voci delle femmine passate.
10. Sappiamo che è un’appassionata di tecnologia, com’è nata la sua passione?
Da quando ero ragazzina: sono sempre stata curiosa di sapere come funzionano le cose. Fortunatamente mio padre aveva un computer, così ho iniziato a smanettare su DOS e così è nata la mia passione per la tecnologia. Mi piace non solo usare gli oggetti, ma come funzionano e come si possono programmare per renderli più utili.
11.Qual è il primo libro che ha scritto?
Il primo libro che ho scritto e pubblicato si chiama Quasi una Commedia ed è ambientato negli anni ‘70. Vi dico un segreto: ora ho ripreso a lavorare su un libro che ho scritto nel passato ed era rimasto nel cassetto.
12. Da dove prende l’ispirazione per le sue opere?
Dipende. di solito da un momento: prendo l’ispirazione da un volto di persona o dai colori e poi inizio a fare il film nella mia mente con i colori.
13. Può dare un consiglio ai maturandi di quest’anno?
Lavorate con coscienza, non abbiate paura e pensate che dopo la maturità si apre un nuovo capitolo della vita. Dovete essere contenti di fare qualcosa di nuovo!
Artico di Sofia D. 2as e Gabriele M. 2as