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INTERVISTA AL PROF. NICOLETTA

Posted on Febbraio 5, 2026Febbraio 19, 2026 by Desiree

1. Professore, si presenti per gli studenti o i nuovi colleghi che non la conoscono.

Sono arrivato in questa scuola nel 1997, mi conoscono tutti: la mia fama mi precede.

2. Vogliamo parlare della sua formazione? Partiamo dal percorso di studi liceale che ha fatto e dove?

Mi sono diplomato al liceo classico Galileo di Firenze nel 1983. Mi sono poi laureato in lettere classiche.

3. Che cosa L’ha spinta a compiere questa scelta? 

Mi piaceva l’idea di fare l’insegnante, mi hanno ispirato “al contrario” i miei insegnanti del liceo perché non volevo essere come loro. Infatti non avevano empatia e non sviluppavano relazioni con i loro studenti.

4. C’é stata una sfida che ha dovuto affrontare per compiere ciò che ha scelto?

I miei genitori non volevano che studiassi Lettere: mio padre voleva che facessi Ingegneria, mia madre Medicina. Trovammo un accordo e pensammo quindi a Chimica, ma l’idea di fare il chimico per quarant’anni non mi piaceva. Cominciai a frequentare quella facoltà e mi feci buttar fuori.

Mio padre mi disse allora di andare a lavorare. Cercai lavoro presso una compagnia aerea. Mia madre era preoccupata del fatto che sarei stato in volo. Grazie a mia madre scendemmo a un compromesso e mi iscrissi a lettere classiche.

Tuttavia mio padre non mi ha mai dato la soddisfazione di dirmi che avevo fatto la scelta giusta.

5. Cosa ne pensa del suo lavoro di insegnante? C’è stato qualcuno o qualcosa che l’ha ispirata a diventarlo?

Mi hanno influenzato i miei insegnanti, ma in maniera negativa. Erano terribili sul piano umano e hanno danneggiato alcune persone in modo irreparabile. Volevo essere l’opposto di loro.

6. Le piace il suo lavoro? E perchè ?

Mi piace il mio lavoro perché permette di avere relazioni umane, si ha a che fare con i giovani e si imparano tante cose nuove. C’è varietà e ti devi sempre confrontare con un pubblico e con sfide diverse. Sei costretto a rinnovarti.

7. Se potesse tornare indietro nel tempo, Compirebbe la stessa scelta ?

Sì, assolutamente!

8. Se non fosse diventato professore di Lettere, quale altro mestiere avrebbe scelto?

Avrei frequentato l’istituto d’arte e poi l’accademia. Mi sarebbe piaciuto disegnare gioielli.

9.​ Qual è stata la lezione o l’esperienza d’insegnamento che ricorda con più affetto (o soddisfazione)?

Tutto forse. Apprezzo molto quando dei vecchi alunni tornano a trovarmi, mi fa pensare che forse un contributo glielo ho dato anch’io.

10. ​C’è un autore o un’opera che non smette mai di emozionarla, anche dopo averla letta e spiegata centinaia di volte?

Pascoli, fra gli autori del percorso scolastico. Si approccia al mistero del mondo come un bambino che guarda tutto con occhi stupiti, per cui ogni cosa nasconde qualcos’altro. 

11.​ Qual è il consiglio più importante che darebbe a un giovane che vuole intraprendere la carriera di insegnante?

Gli consiglierei di lavorare con amore e passione. E’ un lavoro che ti arricchisce umanamente, non economicamente.

12. Com’è cambiata la scuola (o l’insegnamento delle Lettere) da quando ha iniziato a oggi?

E’ cambiata tanto e in peggio. La scuola deve fare di tutto e di più, si organizzano mille progetti ma non ci si preoccupa più come prima delle conoscenze. Ma c’è anche più elasticità da parte degli insegnanti: prima la scuola era molto rigida, oggi è disponibile all’ascolto.

13. Qual è, secondo lei, il valore più grande che lo studio delle Lettere può dare a un ragazzo di oggi?

La consapevolezza che è già stato detto tutto. Quello che viene dopo gli autori classici è un rimaneggiamento. Ti dona messaggi eterni e di grande valore.

14. Come vede il rapporto tra la letteratura “classica” e i nuovi media (come i social o le serie TV)? Pensa che possano convivere?

Non seguo media o TV. Leggo, se posso vado al cinema. Ma non mi piacciono i rimaneggiamenti di autori classici. Un autore classico è sacro, o si ha il coraggio di affrontarlo e di presentarlo per come è o niente.

15. C’è un libro/autore che vorrebbe tanto riuscire a far amare ai suoi studenti e che, magari, non trova posto nel programma?

Buzzati, un grandissimo scrittore troppo spesso dimenticato. E’ più apprezzato all’estero.

16.​ Quale ritiene sia la qualità fondamentale di un insegnante? Di uno studente?

La qualità fondamentale di un insegnante è saper recitare. Ogni giorno è una recita. Non dobbiamo far pesare agli studenti se abbiamo un problema, e li dobbiamo attrarre come farebbe un incantatore di serpenti.

Quella di uno studente è l’umiltà, l’essere pronto a farsi correggere e ad ammettere l’errore. 

17. Come viveva la scuola da studente?  

Con orrore alternando momenti belli a momenti brutti, per colpa del sadismo degli insegnanti. Prima gli insegnanti non creavano occasione di dibattito, eravamo vasi da riempire di conoscenze nel modo in cui volevano loro.

18. Se potesse dare un consiglio a sé stesso da studente quale sarebbe?

Mi consiglierei di sfruttare il tempo di quell’epoca di dogmatismo per studiare in maniera costante e ragionata, tenendo l’obbiettivo davanti agli occhi.

19. Ci sono altre materie oltre alla sua che la affascinano particolarmente, che ritiene molto utili o che le piacciono?

La fisica, perché spiega tutto in maniera sperimentale, e la storia dell’arte.

20. Ha altri interessi oltre al suo lavoro? 

Ho poco tempo libero. Apprezzo la lettura, il cinema, le mostre d’arte, tutto quello che può essere specchio della realtà.

21. Può raccontarci di una sua esperienza particolare che ha vissuto in ambiente scolastico?

Era il 1992, all’inizio della mia carriera da insegnante. I miei alunni dell’epoca mi regalarono un gigantesco uovo di pasqua. Ma in seguito avrei dovuto prendere il treno, e non potevo portarlo con me. Così abbiamo deciso di aprirlo e lo abbiamo mangiato insieme.

22. Secondo lei cosa hanno in comune le materie scientifiche e quelle umanistiche?

Certo. La forma mentis è la stessa. Non a caso chi va male a Latino va male anche nelle materie Scientifiche.

Category: Interviste

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