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Noi studentesse di 2DL, insieme ai nostri compagni di classe e ad altri quattro ragazzi della classe 3CL, a dicembre abbiamo partecipato a uno scambio culturale in Germania, più precisamente a Raubling. Il soggiorno in famiglia è durato una settimana (dal 5 al 12 dicembre), anche se qualcuno di noi avrebbe desiderato che durasse di più. Durante questi giorni, oltre a passare il tempo con la nostra famiglia ospitante, abbiamo scoperto la scuola tedesca e fatto diverse gite nelle città limitrofe: Salisburgo, Monaco di Baviera e Rosenheim.
Siamo arrivati in Germania il pomeriggio di venerdì 5 dicembre e abbiamo passato il fine settimana con i nostri partner di scambio, con cui ognuno di noi ha passato dei bei momenti. Durante questi giorni i nostri partner si erano organizzati in modo da permettere di vederci e conoscerci tutti meglio. A seguire abbiamo avuto diversi giorni con un intenso programma di attività.


Lunedì 8 dicembre siamo stati a Salisburgo e abbiamo fatto un’interessante visita guidata della città. Sfortunatamente quel giorno il meteo non era dei più favorevoli, ma la visita è stata ugualmente piacevole.
Il giorno seguente siamo partiti per andare a Monaco di Baviera, dove abbiamo fatto un giro della città con una guida che ci ha raccontato la storia dei luoghi più importanti, come ad esempio la Frauenkirche (chiesa nel centro città) e il Rathaus (il comune). Proprio dove si trovava quest’ultimo c’erano anche dei bellissimi mercatini di Natale.
Anche a Rosenheim, cittadina poco distante da Raubling dove siamo stati il 10 dicembre, erano presenti dei mercatini di Natale molto carini, dove principalmente si vendevano cibo e bevande.
Il nostro ultimo giorno di permanenza in Germania l’abbiamo passato nell’Inntal Gymnasium, ovvero l’istituto di istruzione superiore di Raubling. Quel giorno la nostra classe è stata divisa in piccoli gruppi, rispettivamente assegnati a diverse sezioni all’interno della scuola. La prima differenza con il sistema italiano che subito ci colpisce è che è frequentata da ragazzi sia più piccoli che più grandi, come se la scuola secondaria di primo (medie) e secondo (superiori) grado fossero nello stesso posto. Dopo tre ore di lezione con i ragazzi e le ragazze tedesche siamo stati portati in una specie di aula magna dove abbiamo svolto un’attività per salutarci. Abbiamo ideato dei cartelloni dove noi studenti italiani abbiamo scritto le parole che più ci erano rimaste impresse dopo i nostri giorni in Germania e dopo abbiamo ascoltato le canzoni natalizie e abbiamo passato un paio di ore insieme. Infine siamo andati a pranzare tutti insieme nella mensa della scuola e una volta finito ci siamo diretti nelle nostre rispettive case per fare le valigie e passare un’ultima serata con la famiglia ospitante. La mattina dopo, infatti, era giunto il momento di partire e tornare a Prato dalle nostre famiglie. Tra un abbraccio e l’altro e mille sorrisi e saluti si è quindi conclusa la nostra esperienza di scambio a Raubling.
Ma l’avventura con i nostri partner non è ancora finita, perché li rivedremo a marzo quando verranno da noi al Livi! Tutti noi non vediamo l’ora di rivederli e poter vivere tante altre esperienze insieme, questa volta in Italia.
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Perché fare uno scambio all’estero?
Qui Sonila!!! Spesso noi studenti del liceo linguistico ci troviamo a partecipare a viaggi e scambi e, nonostante la voglia di partecipare e la consapevolezza dei meriti di questo tipo di esperienze, l’ansia pre-partenza a un certo punto inizia a prevalere su tutti noi. E io sono qui proprio per tranquillizzare chi dovesse avere queste paure, mostrando le buone motivazioni che ci sono per non farsi sfuggire un’occasione del genere.

- Rafforzare la propria competenza linguistica: fare scambi e viaggi all’estero ti permette di mettere in pratica tutto quello che hai studiato in classe. Per quanto anche a scuola si facciano lezioni e attività orali sulla lingua, nulla potrà mai aiutare quanto fare pratica dal vivo con persone madrelingua. Dal vivo c’è quel tocco di spontaneità, che sicuramente vi mette in difficoltà, ma a lungo termine riesce anche a sbloccarvi nella parte più pratica e utile di una lingua.
- Diventare più aperti e allargare i propri orizzonti: fare un’esperienza come uno scambio riesce anche ad aprirvi a livelli di carattere e personalità. Infatti essere timidi per molti può risultare un grande ostacolo ed è proprio in queste situazioni che, senza neanche accorgersene, spesso proprio per la necessità di parlare a cui non è possibile sottrarsi, riusciamo ad esprimerci più facilmente, così che parte di quella paura di non riuscire ad adattarsi passa e tutto risulta più facile.
- Conoscere persone nuove: tutti i viaggi e gli scambi permettono di conoscere delle nuove persone e creare molte amicizie. Anche con persone che ci sembrano così lontane ed “estranee” si riesce a costruire un rapporto sano e duraturo, perché, per quanto non sembri, passare anche solo una settimana insieme può bastare per conoscersi bene. Ci sono tantissimi studenti che hanno partecipato agli scambi che sono riusciti anche a instaurare con i loro corrispondenti e partner amicizie durature e e significative, nonostante la distanza e le poche possibilità di incontrarsi durante l’anno.
- Passare momenti spensierati lontani da casa: la distanza da scuola, dalla propria città, ma soprattutto dalla tua casa, può fare un po’ di paura, perché uscire da quella che è la nostra comfort zone ci fa strano. Ma per mia esperienza vi dico che ogni tanto staccare fa davvero bene alla propria salute mentale. Quando si è così lontani si riesce a sentirsi particolarmente liberi e, chi l’avrebbe mai detto, anche meno stressati, perché, a parte un po’ di paura di sbagliare, non si hanno tante altre preoccupazioni ed è più facile pensare solo a godersi il momento.
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Le differenze tra Italia e Germania
Qui Sara!!

La Germania è molto diversa dall’Italia; nonostante ciò, gli opposti si attraggono. Per uno stereotipo duro a morire, in Germania immaginiamo che ci siano persone molto fredde e riservate, che tengono soprattutto al lavoro e non possono sopportare la mancanza di precisione e puntualità. Bene, vi dico subito che non è così. Forse è anche perché stati in una parte della Germania, la Baviera, molto più simile a noi di quanto ci aspettassimo. Sembrava di essere in Sudtirolo più che in Germania. Le persone erano tutte molto cordiali e simpatiche, decisamente meno “rumorose” di noi (infatti nei luoghi pubblici si sentiva solo noi italiani parlare, e urlare!), ma per questo non ci hanno mai fatti sentire strani o diversi. Alcune differenze principali direi che sono gli orari, le abitudini e la scuola. Partiamo dagli orari. A casa mia a Prato, quando mi sveglio per prendere l’autobus, tutti sono ancora a dormire, mentre lì a Raubling alle 6:00 di mattina la vita familiare era già entrata nel clue. Tutti svegli e vestiti, radio accesa, colazione già pronta in tavola. I genitori uscivano per andare a lavoro alle 7, anche prima, mentre nel fine settimana erano tutti a dormire fino alle 10. Questo mi ha sorpreso più di tutto: dal relax del fine settimana alla frenesia dei giorni infrasettimanali. Gli autobus sono molto diversi, ne passa uno ogni poco, e, anche stando in un paesino, portano dappertutto. Monaco, Rosenheim, Salisburgo, tipo dei treni. Giusto per riprendere quel tema della puntualità, i treni. Sto per farvi cadere un mito: non erano puntuali, per niente. Se pensate che Trenitalia sia disfunzionale, non volete immaginarvi la Deutsche Bahn. Top 1 ritardi è stato 50 minuti, ben due volte. Anche gli orari dei pasti e i pasti stessi erano diversissimi. Si mangiava alle 18, a pranzo verso le 12, colazione non la facevano, al massimo un po’ di tè. E non vi dico che cibo. O erano zuppe con vegetali sconosciuti, o verdure e carne, almeno per la mia esperienza. Non ho mangiato frutta per una settimana.

Un’altra grandissima differenza è la scuola, sia a livello organizzativo che strutturale. Strutturalmente sembra un campus universitario americano, tipo quelli che si vedono nei film: molto grande, colorata e all’esterno tappezzata di campi sportivi. La palestra interna è praticamente grande quanto tutta la sede del Livi. Le classi sono ben attrezzate per ogni materia, visto che i ragazzi cambiano classe ogni ora. C’erano dei corridoi spaziosi e lunghi e diversi ambienti comuni, tipo la mensa, la biblioteca, i tavoli nel corridoio e due spazi aperti. Le ore durano 45 minuti e la campanella è molto più tranquilla di quella italiana, non è una vera e propria campanella, più un suono ameno. Tutti sono dotati di un tablet invece che di quaderni e libri e le lezioni, almeno per quello che abbiamo visto noi, ci sono sembrate un po’ più leggere rispetto a quello a cui siamo abituati. La prof spiega per circa 10 minuti e poi assegna un compito da fare sul tablet e tutti si mettono a gruppi; in teoria per lavorare, ma in pratica perdono anche un bel po’ di tempo in chiacchiere. Noi ci siamo rimaste, perché ci aspettavamo delle lezioni molto più difficili!
All’una circa si andava in mensa e vi dico che il cibo era ignobile. Per l’appunto ci siamo trovate a mangiare pasta, e chiamarla pasta è un grande insulto. Quasi tutti i piatti sono stati lasciati pieni, chi mangiava era solo per gratitudine di avere qualcosa, o semplicemente perché aveva fame. Poi dopo la mensa alcuni tornavano a casa mentre altri avevano altre lezioni. Alcuni studenti andavano a casa anche prima del pranzo. Questa esperienza ci ha rivelato degli aspetti che non ci aspettavamo assolutamente dalla Germania, andando oltre agli stereotipi. Anche se culturalmente lontani, alla fine non siamo così diversi.
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Il mio commento e una giornata tipo!

Qui Silvia!
Io, personalmente, ho passato una settimana veramente piacevole. Devo ammettere che prima di partire ero in uno stato emotivo particolarmente destabilizzante: avevo tantissima ansia per paura di non trovarmi bene, e a questo si aggiungeva la distanza da casa e il timore di non riuscire ad esprimermi bene in tedesco, nonostante me la cavi piuttosto bene e sia in grado di sostenere conversazioni semplici. In treno, poco prima di scendere, ero giunta all’apice della mia emotività, ma non ero l’unica: in molti volevamo tornare indietro pur avendo fatto ben 6 ore di viaggio e ci preoccupavamo di come avremmo rotto il ghiaccio con il nostro partner. Poi però abbiamo superato il disagio e siamo riusciti a conversare tranquillamente. Ci sono persone che si sono sentite meno accolte e non riuscivano a superare l’imbarazzo del primo incontro, ma questo non è stato il mio caso! L’unico momento un po’ più critico è stato il sabato, il secondo giorno, dato che sono stata quasi tutto il giorno senza vedere nessuno che conoscessi, anche se poi si è rivelato del tempo trascorso piacevolmente. Tra una risata e l’altra siamo riuscite a legare, anche se, pur essendo l’obiettivo quello di praticare la lingua il più possibile, quando ci trovavamo tutti noi italiani insieme tendevamo a lasciare per un po’ i nostri partner per chiacchierare e confrontarci in italiano, probabilmente perché necessitavamo di conforto o perché ci faceva anche un po’ fatica sforzarci per comunicare sempre in un’altra lingua. La mattina dell’ultimo giorno, prima di partire, è stata un po’ malinconica, ma non c’è stato da disperarsi: a marzo sarà il nostro turno, saremo noi ad ospitare i nostri amici tedeschi!

Adesso, per farvi immedesimare di più nella realtà che abbiamo vissuto, vi propongo una mia giornata della settimana!
Sveglia alle 6.30, mi preparo e faccio colazione con i biscotti che avevamo preparato io e la mia partner il giorno precedente. Esco di casa e prendo l’autobus per recarmi alla scuola, dove ci saremmo incontrati tutti e saremmo poi partiti per Monaco al suono della campanella. Dopo un’ora arriviamo a Monaco e dopo averle dato un’occhiata generale incontriamo quella che sarebbe stata la nostra guida. Con lei visitiamo la città e apprendiamo la cultura e le origini del posto, oltre che essere introdotti a numerose curiosità molto interessanti. Alle 11.30 ci vengono date tre ore libere per mangiare e fare shopping, mangio un Wurst mit Semmel (simile a un comune Hot Dog) e faccio un giro per i negozi con le mie compagne. Tutta la classe si divide in gruppetti e ognuno fa un giro diverso della città; ad esempio, due nostri compagni, completamente da soli, hanno preso la metro e sono andati al museo della BMW. Se vi viene data la libertà di fare un giro in gruppetti, mi raccomando, non allontanatevi così tanto senza avvertire, a meno che non vogliate provocare un infarto alla prof! Verso le 16 riprendiamo l’autobus e dopo un’altra oretta di gossip e relax torniamo a Raubling. Arrivata a casa, mi faccio una doccia e mi rilasso ulteriormente. Preparatami, esco per prendere il treno insieme alla mia compagna e andiamo a Rosenheim, dove ci incontriamo con le nostre amiche italiane e tedesche. Facciamo un giro per i mercatini e mangiamo delle patatine fritte molto buone. Dopo questa serata molto piacevole, insieme riprendiamo il treno e, tornate a casa, mi preparo per andare a letto. Prima di addormentarmi definitivamente, faccio un’oretta di videochiamata con le mie amiche, un must per tenerci compagnia e farci due risate.
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Alcuni consigli spassionati
Qui Carlotta!! Per i futuri partner di altri studenti stranieri, mi sento di dare alcuni consigli:

- SOCIALIZZATE COL VOSTRO PARTNER: so che la tentazione di chiudersi in camera a chiave è forte, ma è fondamentale che voi ed il vostro partner entriate in confidenza. Se vi chiedono di parlare, di fare qualsiasi attività con gli altri studenti o voi due soli, il vostro unico compito è accettare gioiosamente, perché solo essendo a vostro agio con il vostro ospitante riuscirete a vivere un’esperienza davvero indimenticabile. Rompere il ghiaccio è davvero difficile, ma cercate di pensare che solo dopo averlo fatto vivrete tranquilli e potrete godervi a pieno l’esperienza. Quello che temevo di più quando ero sola con la mia partner era cadere in un silenzio tombale ed imbarazzante, ma per fortuna sono sempre riuscita a trovare qualche argomento di cui parlare, qui vi lascio un po’ di ispirazione:
- Sport
- Passioni (film/serie tv)
- Interessatevi delle differenze fra il vostro paese e quello del vostro partner
- Un po’ di gossip, magari partite raccontando qualcosa di vostro, così si sentiranno più liberi di parlare con voi!
- NON SEPARATEVI ALLE GITE: nel nostro programma abbiamo avuto una gita tutti insieme, studenti italiani e tedeschi, e la paura dei professori era proprio che ci dividessimo nelle due fazioni, ma fortunatamente non è accaduto e siamo riusciti a mescolarci e stare tutti insieme. Ci tengo a dirvi che è molto importante trascorrere del tempo con gli altri, questo aiuta a sciogliere l’imbarazzo dei primi incontri e a sentirvi più a vostro agio nell’ambiente. Perciò mi raccomando, so che la voglia di confrontarsi con qualcuno in italiano sarà forte, ma praticare e parlare con i vostri partner è l’obiettivo dello scambio!

- NON ABBIATE PAURA DI NON ESSERE ACCOLTI: la cura e l’attenzione che tutti coloro con cui interagirete avranno nei vostri confronti è sempre al massimo: vi sentirete davvero un membro della loro famiglia per una settimana. Parlando per me, sono stata accolta da una famiglia fantastica, capace di un’ospitalità stupefacente. Per fare un esempio: il giorno di San Nicola, che in Germania è una festività simile alla nostra Epifania, i genitori della mia partner mi hanno consegnato un sacchetto pieno zeppo di dolcetti, proprio come ai loro figli. Oppure al mio arrivo, quando sono entrata in camera mia, la mia partner aveva lasciato sul mio letto un bigliettino, con scritto che avremmo sicuramente passato una settimana fantastica insieme. Per tutte queste ragioni, mi sento di rassicurarvi sul fatto che sarete accolti nel migliore dei modi: la vostra permanenza sarà un’esperienza molto piacevole, oltre che formativa ed utile.
- PORTATE UN REGALO AI VOSTRI PARTNER QUANDO ARRIVATE: non penso ci sia bisogno di ribadirlo, ma ci tengo a ricordarlo nel caso qualcuno sia indeciso. Per ringraziare la famiglia di tutto quello che vi offrirà durante il vostro periodo di scambio, una cosa molto importante è dimostrare fin da subito che siete grati e riconoscenti (a proposito, non scordatevi mai di ringraziare, anche per le cose più piccole!), per questo motivo, portare qualcosa di tipico italiano o della vostra città al vostro arrivo, sarà sicuramente interpretato come un gesto carino e premuroso. Qui vi lascio alcune idee:
- Dolci (biscotti, cioccolatini)
- Bevande (potrebbero essere scomode durante il viaggio, assicuratevi di trasportarle in modo sicuro!)
- Prodotti di brand italiani (non importa tanto cosa sia il vostro regalo, ma il fatto che sia tipico del vostro paese, poiché date la possibilità alla vostra famiglia ospitante di provare qualcosa che altrimenti non avrebbero mai conosciuto!)
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Lo rifareste??
Qui Carlotta!
Assolutamente sì, lo rifarei senza dubbio: è stata a dir poco una delle esperienze scolastiche migliori a cui abbia mai partecipato. Ho avuto molta fortuna con la mia partner, ci siamo trovate molto bene insieme e siamo diventate facilmente amiche. Questo non vuol dire che non mi sia mai trovata in situazioni di imbarazzo o di disagio: è normale che, specialmente all’inizio, sia difficile trovare il modo di rompere il ghiaccio, ma una volta fatto, sarà tutto in discesa, e anzi molto ma molto più positivo. Consiglierei a tutti di vivere il viaggio come l’ho vissuto io, in modo spensierato e tranquillo, ma sempre grato per ogni piccola cosa a me offerta. Non rimpiango davvero nulla, so di aver sfruttato l’esperienza al massimo, alcune volte ancora mi manca essere lì…
Qui Silvia!
Lo rifarei senza esitare! Sono stata super fortunata con la mia partner e la sua famiglia, poiché sono stata accolta calorosamente e mi sono sentita subito a casa. Ammetto che avevo paura di non trovarmi bene, soprattutto perché io e lei abbiamo veramente poche cose in comune e trasmettiamo due vibes diverse, ma abbiamo trovato argomenti di cui parlare senza problemi e l’imbarazzo è sparito senza troppi sforzi. Il mio unico piccolo rimpianto è di non aver passato più tempo possibile con la mia partner, ma c’è modo di rimediare: cercherò di stare più con lei quando sarà il mio turno di ospitarla a marzo, cercando comunque di rispettare i suoi spazi.
Qui Sara!
Io non lo rifarei, sinceramente. Mi sono trovata bene in alcuni momenti, quando mi distraevo e non pensavo a casa, soprattutto quando ero con le mie amiche, ma io e la mia partner di scambio eravamo troppo diverse, e io come persona non ero ancora pronta a un’esperienza del genere. Stare tanto lontana da casa da sola con persone che non conoscevo, anche se lei e la sua famiglia erano disponibili e gentilissimi. Speravo di legare un po’ di più con la mia partner, ma è andata così. Tuttavia, lo scambio è una cosa totalmente soggettiva, e, devo dirvi, anche se non vi sentite pronti, buttatevi. Sì, ho pianto tanto, sono stata male spesso, ma ho fatto una nuova esperienza e per la prossima volta sarò pronta. Non tutto è stato negativo ovviamente, dopo i primi giorni di disagio ho iniziato a stare un po’ meglio, specialmente perché dopo il weekend sono stata tanto tempo con persone che conosco e sono stata più tranquilla.
Qui Sonila!
Lasciatemi dire poche parole rispetto a tutto quello di cui abbiamo parlato. Se mai avrete possibilità di fare questa esperienza, coglietela, perché è una vera fortuna. La mia permanenza ha avuto tanti alti e bassi, infatti il mio percorso è stato minato da un paio di inconvenienti, come la difficoltà iniziale nell’entrare in confidenza con la mia partner e una febbre improvvisa per due giorni. Ma, sapete, quando sono tornata a casa ci sono tornata con il sorriso, perché nonostante non sia andato tutto come volevo, sono ripartita con qualcosa in più dentro di me. Ognuno di questi viaggi vi insegna molto e gli aspetti negativi, che lo vogliate o no, magari ci saranno lo stesso, però sta a tutti voi apprendere o meno qualcosa da essi. Quindi facendo una valutazione generale l’esperienza molto probabilmente la rifarei, ma nel rifarla mi augurerei che andasse nettamente meglio sotto tanti aspetti.

Carlotta La Rocca, Sara Banchelli, Silvia Storace, Sonila Celiku