Sciopero e Manifestazione del 3 Ottobre per la Palestina

Blocco Interporto Prato: Manifestazione per la Palestina

In data 3 ottobre è stato indetto uno sciopero generale nazionale, a seguito dell’attacco israeliano alla Global Sumud Flotilla. A Prato la manifestazione ha registrato un numero elevato di persone, tra studenti, insegnanti, membri della Cgil, lavoratori, e bambini. Il liceo “C. Livi” ha avuto un ruolo pressoché centrale, grazie alla presenza di quasi tutta la componente studentesca e docente.

Gli studenti e >le studentesse del nostro liceo hanno infatti deciso di prendere parte a questa manifestazione ed hanno scelto come punto di ritrovo la scuola, ma non sono entrati in segno di protesta. Dopodiché, guidati dai professori, si sono avviati verso Piazza Mercatale, sede della Cgil a Prato. Una volta arrivati, sono state distribuite da parte dei membri della Cgil alcune magliette con i colori della bandiera palestinese. Successivamente tutti i partecipanti si sono riuniti al centro del giardino di Piazza Mercatale, dove si è tenuto il presidio. Qui, adulti e ragazzi hanno avuto la possibilità di esprimere le loro opinioni sul genocidio in medio oriente e di leggere alcune poesie sulla questione palestinese. Dopo quasi un’ora di confronto, è partito un corteo verso Piazza delle Carceri, accompagnato da cori per la liberazione della Palestina. La mattinata si è conclusa con un ultima esecuzione di “Bella Ciao”, inno della resistenza partigiana.

Fin dai secoli scorsi, scioperare e manifestare hanno costituito due strumenti essenziali per i cittadini, in quanto permettono loro di far sentire la propria voce e rivendicare i loro diritti. In Italia, il diritto allo sciopero è sancito dall’articolo 40 della Costituzione, ma deve essere esercitato nel rispetto delle leggi che lo regolano; gli scioperi vengono indetti specificatamente per la tutela dei lavoratori e dei loro diritti. Invece, le manifestazioni hanno spesso fini più ampi, come la protezione di valori universali e diritti umani inalienabili; infatti, la partecipazione a questi eventi può fare pressione sugli organi istituzionali, spingendoli talvolta ad accettare le rivendicazioni dei cittadini, portando così a cambiamenti sociali e politici. 

È fondamentale ricordarsi che è attraverso questi due mezzi che la nostra società è riuscita ad ottenere molti diritti, come quelli all’aborto, al divorzio, alla libertà d’espressione e di riunione. La comunità LGBTQ, per esempio, continua a lottare per la sua emancipazione con determinazione e speranza. In qualità di giovani della nuova generazione abbiamo il diritto e il dovere di avere questa consapevolezza, perché un giorno questo mondo e questa società saranno nelle nostre mani. Per questo ognuno di noi deve impegnarsi nel suo piccolo a fare la sua parte per poter costruire un futuro migliore senza guerre, discriminazioni, crisi politiche ed ambientali.

Articolo a cura di. Yasmine Cortese Fadli, Daria Noemi Radu e Valentina Houjeiri.

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