Cos’è la fast fashion?

Con questo termine ci si riferisce alla produzione di capi di abbigliamento in maniera rapida e a basso costo, in modo che siano accessibili a tutti e in linea con le tendenze del momento. Questa strategia viene adottata da diverse catene di distribuzione molto conosciute, come per esempio H&M, Primark, Zara, ecc.
Questo metodo di produzione è associato anche con il concetto di “usa e getta”, poiché i capi seguono le mode del momento, che sono molto variabili in un breve lasso di tempo e che vengono sostituite in maniera quasi immediata.
Nonostante ciò, non tutti i capi di fast fashion sono obbligatoriamente di bassa qualità e destinati a pochi utilizzi, poiché la qualità dei prodotti dipende soprattutto dalla marca, ma ultimamente c’è sempre di più la tendenza ad abbassare la qualità dei prodotti allo scopo di mantenere dei prezzi competitivi.
Il punto più critico di questo sistema di produzione è l’impatto sociale e ambientale che causano.
L’impatto ambientale

La produzione tessile ha bisogno di grandi quantità d’acqua e impiega anche grandi terreni per la coltivazione di fibre tessili, come il cotone o il lino.
Per fabbricare una maglietta di cotone bianca servono circa dai 2.000 ai 3.000 litri d’acqua, mentre per un paio di jeans quasi 10.000 litri.
Nel 2020, il settore tessile è stato posizionato al terzo posto per l’impiego di risorse idriche e del suolo. Secondo le statistiche, ogni anno vengono impiegati 79 milioni di litri d’acqua per produrre i vestiti in tutto il mondo.
La coltivazione del cotone viene praticata impiegando molte sostanze chimiche e inquinanti, e il seme stesso viene inoltre trattato con pesticidi prima della piantagione.
L’utilizzo delle sostanze chimiche ha un forte impatto sul suolo: vengono utilizzate in vaste aree, che di conseguenza si impoveriscono e perdono fertilità, e per sopperire alla povertà del terreno serve un impiego ancora più massiccio dell’acqua.
Il cotone biologico invece ha un’impronta idrica minore poiché nella produzione è vietato l’impiego di queste sostanze chimiche, per cui il terreno resta più ricco di nutrienti e fertile.
Impatto sociale

Dal punto di vista sociale, attraverso inchieste e indagini è stato possibile scoprire che spesso i lavoratori dei grandi marchi di moda sono persone sfruttate e sottopagate.
Nel 2022 un canale televisivo britannico ha fatto un’inchiesta intitolata “Untold: inside the Shein machine”, in cui hanno potuto scoprire cosa c’è davvero dietro tutti quei capi a basso costo. Si è scoperto che i lavoratori ricevevano quattro centesimi per ogni capo d’abbigliamento prodotto e che i loro turni di lavoro duravano circa 18 ore, senza pause.Lo stipendio è molto basso, 4000 yuan al mese, cioè circa 550 euro.
La fast fashion quindi poggia sullo sfruttamento massimo delle risorse, sia ambientale che umane, allo scopo di aumentare le produzioni e i profitti, che spinge ancora di più al consumo e alimenta il problema dell’inquinamento.
Secondo il rapporto del 2022 di Greenpeace Germania, molti dei capi di abbigliamento sono stati trattati con delle sostanze non idonee al contatto con la pelle, bandite dalle regolamentazioni dell’UE.
Un altro problema del fast fashion è anche l’inquinamento causato dal trasporto dei pacchi: spesso i pacchi di prodotti vengono spediti da paesi molto lontani dall’Europa, come per esempio la Cina, per cui devono fare un lungo viaggio per arrivare al destinatario. Questo viaggio non si traduce in altro che in grandi emissioni di CO².
La moda sostenibile
La moda sostenibile è un processo nato allo scopo di contrastare il fast fashion e cercare di incentivare le persone a fare delle scelte più ecologiche.
Per essere definita sostenibile, questa moda deve rispettare l’ambiente e tutelare i suoi lavoratori in tutte le fasi di produzione del capo d’abbigliamento.
Ecco alcuni vantaggi della moda sostenibile:
- l’impatto ambientale è minore, poiché la produzione è regolamentata da delle rigide regole che tutelano l’ambiente. Come ulteriore conseguenza positiva, viene tutelata anche la salute delle persone che lavorano in queste fasi;
- le condizioni di lavoro e la retribuzione dei salari sono migliori. Nel fast fashion, le aziende di produzione vengono delocalizzate in paesi in cui i diritti dei lavoratori non vengono garantiti e sono vittime di abusi e di condizioni di lavoro non salutari. Con la moda sostenibile, ciò non avviene.
- la moda sostenibile aiuta le persone ad essere più consapevoli dei loro acquisti e delle conseguenze che hanno le loro azioni.
Confronto: fast fashion e sustainable fashion
Fast fashion
Produzione. La produzione di capi d’abbigliamento è massiccia e spesso di bassa qualità. Spesso le grandi aziende di fast fashion scelgono di delocalizzare le loro aziende in paesi del “terzo mondo” per poter risparmiare nei costi di produzione, causando però un grande inquinamento e non rispettando i diritti dei lavoratori.
Materiali. I materiali utilizzati sono spesso di qualità scarsa, se di origine naturale vengono trattati con agenti chimici e se di origine artificiale possono essere tossici per la pelle. Inoltre, per la coltivazione di fibre vegetali si sfrutta eccessivamente il suolo, impoverendolo.
Impatto ambientale. Lo sfruttamento del suolo, l’utilizzo di prodotti artificiali, la delocalizzazione e il trasporto delle merci causa un inquinamento molto impattante.
Condizioni dei lavoratori. I lavoratori non hanno diritti, i loro turni di lavoro possono raggiungere e superare le 18 ore, lavorano in luoghi non in regola e il loro stipendio non è proporzionato alla loro mole di lavoro.
Moda sostenibile
Produzione. I vestiti che vengono prodotti non seguono sempre le ultime tendenze, ma cercano di bilanciare la sostenibilità, accessibilità e la desiderabilità dei prodotti, prestando anche attenzione alla qualità e alla durabilità.
Materiali. I materiali sono di origine naturale, non vengono trattati con prodotti chimici e spesso vengono riciclate le fibre artificiali. Le fibre artificiali che vengono usate sono ecocompatibili, come per esempio il Tencel Lyocell (ricavato dalla polpa degli alberi).
Impatto ambientale. La moda sostenibile cerca di ridurre al minimo l’impatto ambientale, evitando la delocalizzazione e incentivando l’acquisto da produzioni artigianali del luogo.
Condizioni dei lavoratori. Con la moda sostenibile, si presta molta più attenzione ai lavoratori e ci si assicura di garantire loro tutti i diritti di cui godono. Nelle filiere vengono fatti spesso accertamenti proprio allo scopo di controllare le condizioni di lavoro.
Alcuni consigli per essere più eco-friendly
Per contrastare il fenomeno della fast fashion, nella vita quotidiana è possibile fare delle scelte ragionate che fanno poca differenza per noi ma aiutano il pianeta.
Si possono scegliere capi d’abbigliamento realizzati con materiali sostenibili, come il cotone biologico, il bambù, la canapa o il poliestere e il nylon riciclati. In questo modo si evita di acquistare vestiti realizzati con tessuti sintetici, inquinanti per il pianeta e poco salutari per la nostra pelle.
Alcuni negozi di abbigliamento hanno introdotto delle iniziative ecosostenibili, come per esempio il riciclo dei capi d’abbigliamento; per esempio si possono portare dei vestiti che non vengono più indossati affinché vengano riciclati e in più si riceve uno sconto sui prossimi acquisti nel negozio.
Un’azione buona azione da fare è informarsi. Prima di comprare un prodotto da un sito online, è bene controllare se ci vengono fornite delle informazioni chiare sulle fasi di produzione, per poter capire l’impatto ambientale causato e la qualità del marchio.
Alcuni vestiti che presentano dei leggeri segni di usura possono essere riparati, e se qualcosa ormai ci va piccolo può essere donato ai figli dei nostri parenti o dati in beneficenza, senza buttarli.
Un appello a tutti i lettori…
Se siete consapevoli dei problemi e dei danni causati dal fast fashion ma decidete di ignorarli e di continuare a cedere allo shopping impulsivo su siti di qualità dubbia, sappiate che anche voi siete parte del problema.
Con questo articolo speriamo di essere riusciti a fare chiarezza sulle differenze abissali tra la fast fashion e la moda sostenibile. È anche un’occasione per ricordare ancora una volta a tutti che le conseguenze negative (ambientali e sociali) hanno degli effetti anche su di noi, nonostante non si vedano sempre nell’immediato.
Dobbiamo sforzarci di uscire dalla mentalità capitalista che ci spinge al consumo e imparare a pensare alle conseguenze a lungo termine delle nostre azioni.
Solo cambiando la nostra mentalità possiamo sperare di cambiare il mondo.
Articolo a cura di Dai Anna, Del Bene Aurora, Jiang Alice, Rinaldelli Letizia, Zhang Serena.