- Prof, si presenti per tutte le persone che non la conosco.
Sono la prof.ssa Piantini Emilia, insegno matematica e fisica al liceo linguistico Livi e insegno principalmente nel triennio.
- Aveva in programma di diventare insegnante? Se no, qual era il suo progetto iniziale?
Non avevo idea di diventare insegnante, avevo altre idee molto confuse. Dopo le superiori mi sono iscritta prima a ingegneria e poi dopo un anno ho cambiato e mi sono iscritta a matematica. Dopo la laurea magistrale ho lavorato un anno in un’azienda di consulenza, quindi analisi dei dati, e gestivo le piattaforme per delle compagnie di banche e assicurazione. Però il mio lavoro non mi piaceva, perché ero sempre al computer, non c’era rapporto umano e non era interessante, quindi ho deciso di dedicarmi all’insegnamento per due motivi: per riavvicinarmi alla matematica pura e poi perché ho capito che mi piace stare con i ragazzi e avere un rapporto con le persone. Desideravo avere un lavoro che potesse essere anche utile alla società, diciamo che da quel punto di vista il lavoro che facevo mi sembrava poco significativo, dato che si trattava più che altro di arricchire le banche e le compagnie di assicurazioni, quindi le multinazionali.
Ero molto spaventata quando ho fatto il cambiamento, però sono molto contenta ed è andata molto bene.
- Che scuole superiori ha fatto? Quando era studentessa, quali erano le sue materie preferite?
Ho fatto il liceo scientifico e le mie materie preferite erano matematica e fisica, principalmente matematica, ma anche fisica e scienze mi piacevano.
- Da quanto tempo lavora al Livi? Si trova bene?
Mi trovo molto bene ed è il quarto anno che sono al Livi.
- Ci racconti di una gita divertente fatta con gli studenti.
Di gite ne ho fatte poche in realtà. Ho fatto qualche uscita di giorno e una sola gita. L’anno scorso sono stata a Barcellona con una quinta, è stato molto impegnativo però mi ha fatto piacere. Ho stretto un po’ il rapporto con gli studenti, li ho conosciuti meglio e abbiamo fatto un po’ di chiacchierate, ma adesso un episodio divertente in particolare non mi viene in mente.
- Prova sensi di colpa a mettere brutti voti agli studenti?
Soprattutto all’inizio della carriera era un po’ difficile, ma poi mi sono resa conto che un brutto voto fa capire quando c’è qualcosa di sbagliato, quindi a volte serve un brutto voto non per punizione, ma per far notare a una persona che ha fatto qualcosa di sbagliato. Si può sempre recuperare!
- Ci sono dei momenti in cui si sente giudicata dai suoi studenti?
Spesso, in realtà tutti i giorni. Intendo dire che gli studenti sono persone e avranno un giudizio su tutto quello che fanno e le cose che notano possono essere positive o negative, non necessariamente solo negative.
- Nel suo tempo libero cosa fa?
Non faccio nulla di particolare… Esco con i miei amici, faccio un po’ di sport, a volte nuoto e prima facevo pallavolo (ma poi mi sono fatta male), faccio delle passeggiate e mi piace stare nella natura a camminare o fare delle escursioni.
- Com’è stata la sua esperienza dell’esame di maturità?
Sicuramente molto emozionante, ero molto ansiosa, però poi alla fine è andata bene. È un po’ un esame finale, quindi si riflette tutto quello che uno ha fatto negli anni. Non è stata un’esperienza traumatica, sebbene provochi una certa ansia, perché, in particolare all’orale, si è di fronte a un’intera commissione che ti giudica, quindi provi un po’ di soggezione.
- Che consiglio vorrebbe dare ai suoi alunni?
In generale di impegnarsi molto, ma soprattutto a lavorare su se stessi. Si viene a scuola per imparare, ma anche per capire quali sono i propri punti di forza. Cercare ovviamente di imparare le basi di tutto e poi capire quali sono i propri interessi è fondamentale, perché la cosa importante della vita è anche quella: capire la propria strada. Ovviamente le materie a scuola servono tutte, ma non bisogna mirare ai voti ma a costruire la propria personalità e il proprio percorso.
- Può dare un consiglio ai maturandi di quest’anno?
Ormai è tardi, nel senso che l’idea sarebbe studiare tutto l’anno e ripassare tutto nell’ultimo mese. Il mio consiglio è di non vivere la maturità con troppa ansia, impegnarsi ma non andare nel panico prima. Comunque vada è sempre un esame, gli esami sono cose che si sono sempre fatte.
- Come si trova con gli altri insegnanti di matematica e fisica?
Mi trovo molto bene a livello di dipartimento, quindi tra colleghi di matematica e fisica, siamo molto collaborativi, ci scambiamo le informazioni, collaboriamo, ci confrontiamo sul programma e su alcune attività, sia di laboratorio che altro da fare con gli studenti.
- Vorrebbe continuare anche nel futuro questa professione da insegnante?
Sì, sicuramente. Al momento sono giovane e ho iniziato da poco. Inizialmente è stata un po’ una sfida dato che ho cambiato settore lavorativo, passando dal lavoro in azienda a fare l’insegnante, e non sarebbe bene cosa aspettarmi, ma ora so che voglio continuare magari per tutta la vita. Per adesso mi sta piacendo, però vediamo se cambiano le cose e l’organizzazione scolastica.
- Prima di lavorare al Livi, ha insegnato in qualche altra scuola?
Ho insegnato un anno al Copernico, ma non avevo delle classi. Ero un’insegnante di potenziamento, quindi aiutavo vari colleghi a fare dei laboratori e delle esercitazioni. Questa al Livi è stata la mia prima vera esperienza lavorativa a scuola.
Articolo a cura di Dai Anna e Zhang Serena.