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Architettura senza filtri: dentro il mondo del brutalismo

Posted on Marzo 5, 2026Aprile 9, 2026 by Silvia S

Ciao a tutti!

So che l’architettura non è un argomento di interesse comune, soprattutto tra i giovani, ma l’estetica delle strutture e degli elementi urbani è qualcosa che influenza il nostro umore e la nostra visione del mondo, perciò ho deciso di parlarvene, e di un tipo in particolare.

Il brutalismo è una corrente architettonica affascinante e imponente, ma anche una delle più dibattute in assoluto. Potremmo dire che o lo si ama o lo si odia, ma perché? Partiamo innanzitutto da una panoramica generale di questo stile.

Porta Occidentale, Belgrado, Serbia

come nasce?

Questa corrente architettonica nasce nel secondo dopoguerra in Inghilterra per rispondere alla necessità di un’architettura veloce e solida. La funzione principale delle strutture brutaliste è la praticità, la risoluzione di problemi reali, senza bisogno di suscitare l’ammirazione del pubblico. Durante il periodo della Guerra Fredda, è subito diventato simbolo di modernità e progresso tecnologico.

Il nome non viene, come si suole pensare, dall’aggettivo “brutale”, anche se si potrebbe associare all’estetica di questa architettura, ma dall’espressione francese béton brut, utilizzata dall’architetto francese Le Corbusier per indicare il cemento a vista, ovvero il suo materiale caratteristico, utilizzato per la sua resistenza, il prezzo relativamente basso e la sua alta reperibilità. Anche il calcestruzzo è fondamentale nella realizzazione di queste opere, le cui parti contribuiscono tutte alla statica e alla resistenza della struttura. 

Non possiamo però negare la sostenibilità dello stile, sia riguardo alla realizzazione sia riguardo alla manutenzione: essendo il calcestruzzo direttamente esposto agli agenti atmosferici, il degrado e il deterioramento sono una delle conseguenze più frequenti.

Druzhba Sanatorium, Yalta, Ucraina.
Edificio Panum, Copenhagen, Danimarca
Trellick Tower, Londra, Regno Unito

dove la possiamo trovare?

Tra i Paesi con la maggiore concentrazione di architettura brutalista troviamo il Regno Unito, paese natale di questa corrente, la Francia, gli USA e il Brasile, ma soprattutto gran parte dell’Europa orientale, come l’ex Unione Sovietica e i paesi del blocco socialista, in particolare le attuali Russia, Ucraina, Bielorussia, Uzbekistan, Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania e i paesi dell’ex Jugoslavia come Serbia, Bosnia, Croazia e Macedonia.

Forse vi starete chiedendo il motivo di questa affluenza verso i Paesi usciti dal socialismo e dal comunismo e la risposta va cercata nella praticità, che abbiamo visto essere l’esigenza al centro delle origini di questo stile. Mentre ad ovest vi erano diversi attori che mettevano in scena stili tutti differenti, ad est vi era un unico attore, lo Stato, che controllava che gli stili adottati fossero funzionali, unici, facilmente replicabili, proprio come il brutalismo. Inoltre questo stile serviva ad “educare” la popolazione, poiché trasmetteva ordine e forza.

Ma tenete a mente che il brutalismo NON è uno stile comunista e nasce per altri fini! Nonostante possa essere usato come strumento di propaganda, è uno stile nato come architettura pura e non come mezzo di propaganda politica.

Unité d’Habitation, Marsiglia, Francia

brutalismo e modernismo: cosa cambia?

Quella tra modernismo e brutalismo è una distinzione che crea un sacco di confusione, soprattutto perché se si cerca online un’opera brutalista, spesso è etichettata come “modernista”. Facciamo un po’ di chiarezza.

Il brutalismo lo potremmo classificare come “sottocorrente” del modernismo, poiché ne riprende le caratteristiche principali, come la funzione, l’uso dei materiali moderni e l’assenza di decorazioni. Tuttavia, mentre il modernismo si sviluppa prima della Seconda Guerra Mondiale, il brutalismo, come già detto, solo a partire dagli anni ‘50. Inoltre, il modernismo è elegante e proporzionato, il brutalismo, invece, è aggressivo, volumetrico e spesso sovradimensionato. Infine, mentre il modernismo opta per superfici lisce e minimaliste, il brutalismo celebra il grezzo e l’imperfezione del calcestruzzo.

Casa dei Soviet, Kaliningrad, Russia

The Brutalist, il film che ha riportato sotto i riflettori questo stile

Il merito del recente aumento d’interesse verso questo stile architettonico però lo dobbiamo al film The Brutalist (2024) diretto da Brady Corbet. La pellicola racconta di László Tóth, un architetto ungherese ebreo che, sopravvissuto all’Olocausto, va a vivere a Philadelphia, negli Stati Uniti. Lì inizia a lavorare per il cugino, che ha un cliente esigente e visionario, Harrison Lee Van Buren, che commissiona a László la realizzazione di un monumento imponente. László, ex frequentatore del Bauhaus e abile e geniale nel suo mestiere, decide di intraprendere un progetto dal carattere brutalista. 

Nonostante il film abbia ricevuto 10 nomination e tre premi Oscar e le valutazioni siano abbastanza alte, gli architetti non hanno apprezzato. Lo hanno criticato per la sua interpretazione dell’architettura e lo stereotipo del “genio solitario e tormentato” che lavora singolarmente, mentre l’architettura richiede uno sforzo collettivo, per questo è stato definito un film “frustrante”. Inoltre, alcuni architetti rimproverano il fatto che durante il film non ci siano evidenti riferimenti all’architettura, che questa arte sia “descritta male”, e che per tutto il film non si riesca a capire cosa stia realizzando il protagonista.

Ahimè, non sono un’architetta e devo dire che il film mi è piaciuto molto. Sono sempre stata una grande amante di questo stile, come avrete già intuito, e questa pellicola mi ha dato tutte le vibes che desideravo. Non posso però dare torto agli esperti, questo non è un film che rende l’idea di come sia effettivamente il mondo dell’architettura e non ne parla molto, quindi direi che è il film ideale sul brutalismo dal punto di vista estetico ma non da quello teorico.

In ogni caso, dà una visuale molto interessante anche sulla parte storica dell’epoca in cui è ambientato il periodo, ovvero il secondo dopo guerra, anche se non lo classificherei come “film di guerra”. 

Ve lo consiglio se siete amanti di questa atmosfera e se siete interessati all’architettura, ma soprattutto se non vi annoiate, poiché il film dura 3 ore e 25 minuti. Forse potreste trovarlo un po’ lungo, come anche io ho fatto, ma fidatevi che merita!

perché è così odiata da molti?

Molte persone, soprattutto coloro che associano l’arte e l’architettura al calore, all’armonia e alla bellezza, ritengono lo stile brutalista “brutto”, freddo, opprimente, poiché preferiscono l’estetica alla praticità. Poi, il cemento, invecchiando e non ricevendo controllo e manutenzione, non assume un bell’aspetto: si macchia, si degrada e risulta cupo e trasandato. Inoltre, questo stile è associato al potere e all’autorità, poiché molte strutture brutaliste sono sede di uffici, carceri, tribunali e case popolari. Così, alla fine degli anni ‘80 passò di moda, poiché associato al degrado urbano e al totalitarismo sovietico. 

Monumento di Buzludža, Monti Balcani, Bulgaria

perché invece è amata da altri?

Sono molto apprezzati questi edifici per la precisione geometrica e il rigore estetico, oltre che per la storia che si cela dietro di essi. Sono brutali, non giocano con “trucchetti” o facciate finte, la loro presenza è scultorea, monumentale, ti fa percepire il corpo nello spazio. Inoltre non sono immediati, quando li si guarda sembra che ci chiedano di soffermarci ad analizzarli e a riflettere sul modo in cui influenzano le nostre emozioni.

Torre Velasca, Milano, Italia
Grand Central Water Tower, Johannesburg, Sudafrica

Personalmente, faccio parte della fazione che ama questa architettura. Mi è sempre piaciuta, ma mi ero sempre limitata a rimanerne affascinata senza capire il motivo di ciò che provavo. In seguito a numerose riflessioni, posso dirvi che ciò che mi piace di questa architettura è che non si “scusa di esistere”, non cerca di essere carina, leggera e rassicurante. Occupa spazi, si vede, pesa, non cerca di addolcire il suo impatto per piacere. Il brutalismo è come una persona che non si giustifica continuamente per quello che è.

In conclusione, anche se il mondo dell’architettura non vi affascina, spero che abbiate apprezzato questa immersione nel cemento, nel mistero e nella brutalità di questo stile!

Silvia Storace

Category: arte urbana

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